GLI UOMINI DA MARTE, LE DONNE DA VENERE

Dedicato a Mara Faetti: mia mentore in gradinata e barometro della metereologia doriana.

Notavo, o forse sono solo stato disattento per anni, che la politica animalista di Studio Aperto ha fatto un sacco di proseliti. Ho la percezione che da un po' di tempo a questa parte si sia rinvigorito uno smisurato sentimento di amore verso gli animali da parte degli utenti dei social network che, in una qualche maniera, lo riversano anche nella vita reale. Contagiando così un sacco di tenerelli/e che non hanno un cazzo da fare tutto il giorno. Il risultato tangibile è che mia zia ha adottato un gatto; è andata in uno di quegli orfanotrofi per animali, si è accattata un piccoletto rosso tanto pacioso e lo ha chiamato Leo.

che fatica stare al mondo!!!

Leo deve avere avuto diverse difficoltà in una o più delle sue vite precedenti perchè, in primis, non miagola. Emette uno strano suono a metà tra il verso del piccione e un rantolo da vecchio fumatore di Nazionali. Senza filtro. Ma dopo un po' ci si fa l'abitudine ed anzi è un particolare che lo rende un micetto davvero alternativo. In seconda battuta i suoi insegnanti della scuola media di Rastignano non lo dovevano aver capito molto bene, perchè Leo è spaventato da tutto. E corre velocissimo da un punto all'altro dei giardini di casa mia. Appare e scompare come un essere soprannaturale. Come qualcosa di non terreno. Come un marziano!
Col senno di poi col cavolo che avrei avallato la scelta di Leo come nome, perchè, se davvero questo gatto è un marziano, il suo nome doveva essere Alviero! Sentite come suona maestoso! Alviero! Come un pirata ottocentesco, come un cavaliere pronto alla pugna! Alviero! Un nome d'altri tempi, da eroe strambo! Alviero! Come Alviero Chiorri: il solo marziano che dovrebbe essere tramandato di generazione in generazione su quelli che l'hanno visto e su quelli che lo temono.

e dammela 'sta palla

Alviero Chiorri, detto il Marziano, lega la sua storia calcistica a due squadre italiane non esattamente di prima fascia: Sampdoria e Cremonese. Ed è proprio durante l'intervallo di Sampdoria-Cremonese del 24 maggio 1992 che il marziano decide di smettere definitivamente con il pallone. La festa che gli venne tributata dalla Gradinata Sud all'inizio del match fu l'ultima emozione che Alviero decise di godersi. Basta calcio, basta Italia, basta tensione: Chiorri fa armi e bagagli e si trasferisce a Cuba dove risiederebbe ancora oggi.
Questa è l'ultima pagina della carriera di Chiorri, ma vale la pena riavvolgere il nastro e di rivivere questa carriera spaiata come le scarpe che indossava. Alviero era mancino e portava lo scarpino destro con i sei tacchetti anche se il campo era asciutto per poter avere la gamba d'appoggio ben piazzata sul terreno di gioco. Viceversa il piede sinistro era sempre vestito con uno scarpino da tredici tacchetti, per permettergli di riversare in campo tutta la fantasia che la testa matta del Marziano poteva concepire. E' un'idea talmente folle che se uno ci pensa non ci può credere. Ma, come dice un vecchio proverbio abruzzese, "If you believed they put a man on the moon".


Alviero Chiorri nasce a Roma il 2 marzo del 1959 e, fino al 1975, milita nella Pro Roma squadretta di quartiere della capitale. Il suo estro viene notato ed acquistato dall'allora dirigenza della Sampdoria. Debutta in serie A con la casacca blucerchiata nella sciagurata stagione 1976-77 che culminò con la retrocessione del Doria in serie B. Non fu un debutto scontato, perchè Alviero si presentò al ritiro estivo agli ordini di mister Eugenio Bersellini (detto Sergente di Ferro) con l'infradito, il capello lungo, gli occhiali da sole e svariati catenoni alla Mr.T al collo. Risultato? Cacciato dal mister, ma reintegrato poco dopo perchè se gli altri giuocavano a pallone, beh il Marziano faceva un altro mestiere. In campo e fuori.
Girano tanti aneddoti sul nostro, alcuni verificati e verificabili altri che si confondono nel passaparola delle gradinate, dei caruggi, delle vie del centro storico di Cremona e, pertanto, consegnati alla leggenda.
Uno di questi vuole Alviero convocato per il mondiale under-19 che si sarebbe disputato in Tunisia e lo vede rifiutare la convocazione perchè aveva già programmato le vacanze al mare con gli amici. Un altro calcio, credo io, un altro mondo.
Si racconta che adorasse stare fuori fino a tardi azzannando la notte del capoluogo ligure, perchè impazzito letteralmente per i New Trolls.

c'è anche lo zampino di Faber in 'sto pezzo. Lo sapevate? Sapevatelo!

Si dice che sarebbe potuto finire all'Inter con Bersellini ma Mantovani, appena insediato, non ne volle sapere. Il presidente-papà era letteralmente innamorato di Alviero, tant'è che quando lo cedette alla Cremonese ebbe a dirgli: "Alviero, ti devo cedere: sei stato la più grossa delusione della mia vita. Con la tua tecnica chissà dove saresti potuto arrivare".
Chiorri gioca con la Sampdoria 4 stagioni di serie B illuminando il palcoscenico cadetto, ma mancando la promozione any given year. Di lui si ricorda soprattutto una rete a San Siro contro il Milan (perchè giova sempre ricordare che il Milan è stato in cadetteria per ben DUE volte eh!) sbeffeggiando un certo Franco Baresi.

resti di stucco, è un barbatrucco!

Poi, nella stagione 1981-1982 viene ceduto in prestito al Bologna nell'operazione che porterà sotto la Lanterna un ragazzino di Jesi che rispondeva, e risponde, al nome di Roberto Mancini... In quella stagione la Sampdoria risale nella massima serie e il Marziano dà spettacolo a Bologna col Mancio sopracitato e con un altro illustre sconosciuto sul quale un giorno bisognerebbe scrivere una qualche riga: Marco Macina. Il trio delle meraviglie, complici sfortuna e mille lune storte, non riesce a salvare i rossoblù che retrocedono per la prima volta nella loro storia. Per dovere di cronaca quell'anno retrocede, per la seconda volta, anche il Milan.
Il Marziano torna alla base e con lui anche Roberto da Jesi. Giocoforza gli spazi per Alviero si riducono fino a quando nell'estate del 1984, proprio quella in cui nacqui io, Mantovani lo cedette alla Cremonese dicendogli le cose spoilerate sopra. Curiosità: Chiorri era stato inserito nell'affare che aveva portato in blucerchiato Gianluca Vialli. Non mi dilungo su Lucavialli, perchè tutti dovrebbero sapere chi è, cosa ha fatto e perchè si è irrobustito da matti a 28 anni suonati.
Mi vien da ridere a pensare che il destino ha voluto che grazie ad Alviero Chiorri si componesse, nella Sampdoria, la miglior coppia-gol di tutti i tempi. Una litania da mandare a memoria nella mente di tutti i sampdoriani, come un Amen alla fine di una preghiera, come il conto alla fine della cena, come 'Alive' alla fine di un concerto dei Pearl Jam: Vialli-Mancini. Il 9 e il 10. Se ci penso mi vien la pelle d'oca ancora adesso.

scendono lacrime d'amianto

A Cremona il Marziano trova un altro padre-presidente, Domenico Luzzara, e diventa, ovviamente, idolo anche per i sostenitori grigiorossi. Vive da protagonista l'epopea cremonese a cavallo tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 culminata con la seconda e la terza promozione in serie A delle stagioni 1988-89 e 1990-1991.
Lo striscione 'Alviero is magic' che campeggia allo Zini dà la giusta dimensione dell'adorazione per questo dieci folle e indomabile come i ricci che contraddistinguevano la sua capigliatura. Segna sempre poco, ma lui è un professore del dribbling, della finta con scasso e preferisce far segnare e regalare magie a piene mani ad un pubblico mai sazio e cosciente che, per rivedere un giocatore così, ci saranno da aspettare svariati lustri.
Chiorri diventa un totem, un amuleto come quando, in un Cremonese-Messina inchiodato sullo 0-0, viene inserito a freddo dalla panchina per battere una punizione dal limite. E indovinate un po'? Palla a giro, sopra la barriera e 1-0.

Ad un giornalista che lo incrociò a Cuba e che gli chiese 'Che lavoro fai?' lui rispose: "Nessuno. Ozio".

Chiedete di lui a Gorin e di quante volte nei derby della Lanterna è diventato matto per prenderlo, chiedete ad Antognoni che lo redarguì durante un Fiorentina-Sampdoria di Coppa Italia perchè stava facendo fare una brutta figura al compagno Roggi, chiedete a Vierchowod in quel Sampdoria-Como del 1980, chiedete di lui a Cremona e a Genova, chiedete del Marziano in Gradinata Sud e capirete, forse, anche perchè abbiamo deciso di aprire questo blog. Perchè il risultato non è tutto, perchè i calciatori sono uomini incoerenti e pazzi come tutti noi. Perchè, per dirla col compianto Osvaldo Paniccia, l'arte è una cosa seria. E il calcio, per me, è anche e soprattuto arte. E Chiorri ne è stato uno dei suoi interpreti più veri. Un Marziano travestito da uomo.


1 commento:

Valerio Cabri ha detto...

Come "sonica" alla fine di un concerto dei Marlene Kuntz

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